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Al Circolo Unione del Teatro Petruzzelli di Bari: un suggestivo ‘Rebirth’

Funky e Smooth-Jazz, a Bari un suggestivo ‘Rebirth’ per Deliso

di Gianluca Doronzo per il quotidiano Puglia di sabato 5 febbraio 2011
quotidianopuglia

BARI – Dal funky allo smooth-jazz, con costanti richiami autoriali (per intensità, arrangiamenti ed introspezione) a George Benson e Larry Carlton. Sonorità ed echi malinconici, con virate talvolta più “soft”, raccontando una “rinascita” non solo esistenziale e timbrica, ma soprattutto un viaggio ricco di policromie in un universo compositivo scandito da istantanee, percezioni dell’attimo, “distillati” di vita.

Avvalendosi di una capacità interpretativa mai statica o identica nel cliché. Con incisività, coraggio (dinanzi a pochi, ma buoni spettatori: di colore la nota su una signora “over”, in rigoroso abitino in lana/albicocca, pronta a fare continue fotografie ai protagonisti) e un buon temperamento corale, il chitarrista Giuseppe Deliso (da anni “in pianta stabile” nella regione, autore anche dell’e-book “Essere proattivi” della Bruno Editore, 2008) ha proposto la sua ultima “creatura”, dal titolo “Rebirth”, nell’ambito di un recente concerto al salone delle feste del Circolo Unione del Petruzzelli a Bari, rientrando nella 69esima annata della Fondazione Piccinni (tornata in auge, dopo un periodo di pausa, grazie alla perseveranza e determinazione del Presidente, Gianvito Pugliese).

Più di un’ora di piacevole ascolto, in compagnia anche del sax soprano di Vincenzo Antonicelli (preciso e pulito nella resa, senza orpelli e slabbrature), del pianoforte (e tastiere) di Vito Liturri (lodevole l’”intro” ad uno dei pezzi in kermesse, da sinfonia orchestrale), di Marco Boccia al basso (evidente la classe e il “cursus” di anni) e delle percussioni del giovane Lello Patruno (con richiami persino tribali alle radici, ad hoc).

Ora, al di là degli aspetti più legati alla performance in sé, un elemento andrebbe rilevato, ad onor di onestà di recensione: lo spirito e l’affiatamento encomiabili fra i ragazzi, manifestando una vis amichevole fra i musicisti, piuttosto rara in tempi da “primedonne”. Ciò ha reso accattivante (e meritevole di un’audience più vasta) quanto messo a punto. Fra i brani, da segnalare: “Emotions”, “O livro està sobre a mesa” e “Soul cha cha”. Per la serie: quando c’è il “talento” (in senso etimologico “dono di Dio”), c’è tutto. Chapeau.
Gianluca Doronzo